Settimana XXIX del Tempo Ordinario

Pubblicato giorno 28 ottobre 2018 - Gli Appuntamenti

 

DOMENICA XXIX DEL TEMPO ORDINARIO

PENSIERO DELLA DOMENICA    21 ottobre 2018

Albrecht Altdorfer: "Cristo nel Getsemani" Linz. 1518 c.

Albrecht Altdorfer:
Cristo nel Getsemani
Linz. 1518 c.

“Chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti” (Mc 10, 44). Chi è tanto timido da non aver mai giudicato nessuno inferiore a sé? Non ci viene spontaneo “confezionare vestiti” addosso alle persone? Non si adatta a noi l’invito di Gesù: “Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo? Come puoi dire al tuo fratello: Permetti che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio, mentre non vedi la trave che è nel tuo? Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e allora potrai vederci bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello” (Lc 6, 41-42)? Dobbiamo riconoscerlo: siamo propensi a guardare gli altri dall’alto in basso, a ricavarci almeno un piccolo spazio da “padroncini”.

E’ una sferzata, allora, l’affermazione perentoria di Gesù: “Il primo tra voi sarà schiavo di tutti”. Lo schiavo sta inginocchiato ai piedi, si cinge il grembiule e li lava. Colui che poteva guardarci dall’alto “spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini; apparso in forma umana, annullò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce” (Fil 2, 7-8). Per l’appunto il patibolo degli schiavi. Nel Vangelo odierno si conclude: ”Anche il Figlio dell’uomo non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per i molti” (Mc 10, 45). Gesù, pur essendo “uno con il Padre” (cfr Gv 10, 30), alza sempre gli occhi per pregarlo: il cristiano, come lui, deve imparare a guardare gli altri dal basso in alto. “Parole che danno una vertigine: Dio mio servitore!” – afferma Ermes Ronchi – e continua: “L’unico modo perché non ci siano più padroni è essere tutti a servizio di tutti…Servizio, il nome difficile dell’amore grande. Ma che è anche il nome nuovo, il nome segreto della civiltà. Anzi, è il nome di Dio”. Non “prima io!”, non “io comodo e l’altro se c’è spazio, se ne avanza!”, e neppure “già non è sufficiente per me, figurarsi se debbo preoccuparmi dell’altro!”. Anche in questo caso sarà opportuno ricordare ciò che scriveva Von Balthasar: “Quella di Gesù è un’<<esistenza pro>>, un <<soffrire pro>>, e la sofferenza cristiana viene inclusa nella fecondità redentiva della sua passione: un <<soffrire pro>>…Se noi possiamo co-patire è pura grazia”. Lambiasi annota: “Il servo non ha un registro di cassa con la partita doppia del dare e dell’avere…scrive sulla sabbia quello che dona e incide sulla pietra quello che riceve”. Non avrebbe un volto più bello una società che si ispirasse a tanto?. Almeno per la Chiesa conviene tenere presenti le parole di Carlo Maria Martini: “La Chiesa come comunità alternativa…una comunità che, in una società connotata da relazioni fragili, conflittuali e di tipo consumistico, esprima la possibilità di relazioni gratuite, forti e durature, cementate dalla mutua accettazione e dal perdono reciproco”.

GLI APPUNTAMENTI

  • Domenica 28 ottobre: Domenica XXX del Tempo Ordinario. Santa Messa festiva:

a Sant’Antimo alle ore 10.30;

a Populonia Stazione alle ore 10.00;

a Populonia Alta alle ore 11.30;

ALTRI APPUNTAMENTI

Dal 01 settembre al 30 giugno: Santa Messa feriale e prefestiva a Sant’Antimo alle ore 17.30.

Nei mesi da ottobre a maggio: il mercoledì a Populonia Alta (1°-3°-[5°]) a Populonia Stazione (2°-4°) Santa Messa alle ore 16.00.

Martedì 23 ottobre: Incontro con gli Adulti: “Un percorso di riflessione su Gesù Cristo”. Oratorio San Giuseppe in Via XX Settembre 15. Alle ore 18.00.

Mercoledì 24 ottobre: Incontro di Catechesi a Casa tra i Genitori e i Ragazzi che si preparano ai Sacramenti della Iniziazione Cristiana.

LA NOSTRA PREGHIERA IN QUESTA SETTIMANA

Sconcertante un Dio che invita non a guardare in alto ma in basso, ad incontrarlo nella solidarietà con chi soffre, a scoprirlo nel servizio che il suo Figlio adempie per la salvezza di tutti.

Donaci, Signore, di servirti nei fratelli.

  1. Signore Gesù, obbediente al Padre ci hai proposto una fede non compromessa con la smania di successo, l’acquisizione di potere, la scalata a riconoscimenti e onori. Fa’ che le difficoltà e le incomprensioni non impediscano la nostra piena fiducia in te e il generoso servizio al riscatto dei fratelli calpestati nella loro dignità. Ti preghiamo.
  2. Signore Gesù, ti sei fatto solidale con noi, provato in tutto senza cedere al peccato. La nostra gratitudine si manifesti con la piena adesione al progetto del Padre che ci vuole figli e fratelli, impegnati a colmare le disuguaglianze, ad accogliere con intelligenza e lungimiranza, ad incoraggiare ogni gesto di amicizia e di condivisione. Ti preghiamo.
  3. Signore Gesù, nel Vangelo ti riveli premuroso con noi, chiamandoci a te, che sei venuto non per essere servito ma per servire. L’affetto che in te scopriamo sostenga il desiderio di imitarti per la credibilità del nostro impegno alla trasformazione del mondo in comunità di fratelli e sorelle, mai indifferenti, ostili o in competizione l’uno con l’altro. Ti preghiamo.
  4. Signore Gesù, hai insegnato che solo l’amore è credibile e ne hai dato testimonianza nel gesto dello schiavo che lava i piedi, preludio del dono sulla croce e del perdono accordatoci con la tua morte. La Chiesa, nei suoi pastori e in ogni suo membro, sia missionaria di riconciliazione e promotrice di autentica umanità in ogni angolo della terra, lieta di partecipare alle tue sofferenze per ricevere misericordia e trovare grazia. Ti preghiamo.
  5. Signore Gesù, in te il Padre ha rivelato che il suo progetto di misericordia abbraccia anche la sofferenza e la morte. Con fiducia offriamo il suffragio per tutti i defunti, passati dalla porta stretta che conduce al Cielo. Dona anche a noi di vivere nella luce della gloria che ci attende, quella del puro amore. Ti preghiamo.

Padre, il nostro peccato non ha vinto la tua misericordia e il Figlio tuo diletto l’ha incarnata nel servizio senza risparmio alla verità del tuo amore rivelato in pienezza nel dono di sé sulla croce. Lo Spirito che invii mantenga i nostri passi sulle sue orme così da essere sempre servitori e testimoni del Vangelo della grazia. Per Cristo nostro Signore. Amen.

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